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Direzione Generale

                                                                      

Riflessioni in merito al D.Lgs 33/2013 e alle modifiche apportate con D.Lgs 97 del 2016

Linee Guida ANAC n. 1134/2017.

 

Il D.Lgs in oggetto riordina la disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazione da parte delle pubbliche amministrazioni.

Il Decreto originariamente ha quale ambito soggettivo di applicazione la pubblica amministrazione con ciò intendendo tutte le amministrazioni di cui all’art. 1 comma 2 del D.Lgs 30/3/2001 n. 165.

Pertanto gli Enti e Istituzioni con personalità giuridica di diritto privato non risultano destinatari del provvedimento.

Il nuovo quadro normativo dettato dal D.Lgs 25 maggio 2016 n. 97 revisiona semplificando le disposizioni precedentemente normate in termini di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza correggendo la Legge 190/2012 e lo stesso D.Lgs 14 marzo 2013 n. 33.

La principale novità del D.Lgs 97/2016 consiste nell’aver affiancato, quale strumento di trasparenza, il nuovo accesso generalizzato agli obblighi di pubblicazione già disciplinati dal D.Lgs 33/2013 e nell’aver incluso nell’ambito soggettivo di applicazione anche Enti interamente di diritto privato con una significativa dimensione connotata dall’entità di bilancio che non deve essere inferiore ai 500.000 Euro.

In tale logica il nuovo articolo 2/bis introduce modifiche importantissime e si compone di tre commi:

  • Al primo comma si definisce e delimita con chiarezza la nozione di “Pubblica Amministrazione” con ovvio rinvio all’art. 1, comma 2, del D.Lgs 165/2001;
  • Al secondo comma si dispone che la medesima disciplina dettata dal D.Lgs 33/2013 per le PA si applica, in quanto compatibile, anche a:
  • Enti Pubblici Economici e Ordini Professionali;
  • Società in Controllo Pubblico come specificatamente descritte dal D.Lgs 175/2016:
  • Associazioni, Fondazioni ed Enti di Diritto Privato comunque denominati anche privi di personalità giuridica con bilancio superiore a 500.000 Euro, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario, per almeno due esercizi finanziari, nell’ultimo triennio da PA e in cui la totalità dei titolari o dei componenti dell’Organo di Amministrazione o di Indirizzo sia designata da Pubbliche Amministrazioni;
  • Al terzo comma si dispone che la medesima disciplina prevista per le PA si applica, in quanto compatibile, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all’attività di pubblico interesse alle Società in partecipazione pubblica (D.Lgs 175/2016) e alle Associazioni, alle Fondazioni e agli Enti di Diritto Privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a 500.000 Euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici.

Il Decreto distingue inequivocabilmente tra Enti di diritto privato in controllo pubblico, tenuti alla trasparenza in considerazione della loro organizzazione e al complesso delle attività svolte, e gli altri Enti di diritto privato non in controllo pubblico tenuti alla trasparenza solo ed esclusivamente per le attività di pubblico interesse svolto.

La trasparenza si esplicita sia attraverso la pubblicazione sui siti web istituzionali dei dati e dei documenti soggetti a pubblicazione obbligatoria sia attraverso l’esercizio riconosciuto del diritto di accesso civico generalizzato.

Si sottolinea che per i soggetti di diritto privato i dati e i documenti pubblicabili sono riferiti esclusivamente alle attività di pubblico interesse svolte.

Come sopra espresso, è evidente che è l’attività di rilievo pubblicistico esercitata che attrae nell’alveo dell’applicazione della normativa sulla trasparenza, soggetti anche interamente privati, purchè tuttavia di dimensioni economiche significative (bilancio superiore a 500.000 Euro).

Sotto il profilo oggettivo, il contenuto delle attività di pubblico interesse, deve essere evidente.

Sono pertanto attività di pubblico interesse.

  • Le attività di esercizio di funzioni amministrative quali le attività di istruttorie, le funzioni di certificazioni, di accreditamento o di accertamento, il rilascio di autorizzazioni o concessioni;
  • Le attività di servizio pubblico, quelle attività che comprendono tanto i servizi di interesse generale quanto i servizi di interesse economico generale. I servizi sono resi dall’Ente privato ai cittadini, sulla base di un affidamento diretto o previa gara concorrenziale da parte dell’amministrazione:
  • Le attività di produzione di beni e servizi rese a favore dell’amministrazione volte al perseguimento delle proprie finalità istituzionali. A titolo esemplificativo si indicano i servizi di raccolta dati.

 

Per quanto concerne l’ambito sanitario e socio-sanitario, tutte le attività accreditate dal SSR e contrattualizzate mediante espliciti atti nei quali si formulano impegni economici e standardizzazione di prestazioni e una reciprocità di intendimenti, rientrano senza alcun dubbio nella fattispecie di attività di pubblico interesse e servizio pubblico oltre a comportare una produzione di servizio per la PA.

In merito l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) a più riprese ha deliberato e impartito indirizzi in tal senso.

La Fondazione Benefattori Cremaschi – Onlus a fronte di quanto sopra esposto conformemente alle Linee Guida ANAC 1134/2017 ottemperando alla citata normativa di cui in oggetto, pubblicherà solo ed esclusivamente atti e valorizzazioni economiche afferibili all’attività di pubblico interesse svolta ed in particolare:

 

Atti di carattere generale relativi alla Fondazione

 

Atti regolamentari

Atti di programmazione strategico-gestionale

Atti relativi alla gestione del personale e valenza economica

Costo del personale, Incarichi Dirigenziali, Ruoli di Posizioni Organizzative, Incarichi Libero Professionali e relativa valorizzazione, Dotazione organica, Atti relativi a tassi di assenza e incidenza, Produttività, Benessere organizzativo ecc.

Atti economici/finanziari

Bilancio di esercizio con particolare evidenziazione degli ambiti relativi alla attività di pubblico interesse, Bilancio Sociale, Documenti di controllo gestionale, Corrispettivi percepiti da PA per servizi e prestazioni svolte.

 

Quanto esposto, è solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, in quanto solo una ricognizione analitica nell’Ente con contestuale raffronto a quanto previsto dall’allegato 1 del D.Lgs 33/2013 e successive modifiche, potrà rappresentare la reale situazione dell’Ente.

Cordialità.

 

Foina Gian Paolo

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